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La flora microbica che difende la nostra pelle


Nel corso degli ultimi decenni abbiamo spesso associato il termine microbiota all’apparato intestinale, comprendendo sempre più la sua importanza per la nostra salute. Un po’ meno famoso, ma altrettanto prezioso, è il microbiota cutaneo.


Così come quello intestinale, il microbiota cutaneo comprende tutti i microrganismi che vivono sulla cute umana. Essi sono principalmente batteri, lieviti, muffe e virus. Questa folta schiera di microbi colonizza tutta la nostra pelle e, nello specifico, si colloca sopra lo strato corneo. La domanda potrebbe sorgere spontanea: a cosa serve il microbiota cutaneo?


Tutti i microrganismi che lo compongono competono gli uni con gli altri per avere lo spazio fisico e il nutrimento necessari alla crescita della specie. Essendo cibo e spazio limitati, le varie specie si tengono sotto controllo le une con le altre, mantenendo una sorta di equilibrio. Equilibrio è una parola chiave fondamentale per il microbiota: quando i microrganismi sono in equilibrio tra loro non c’è la possibilità che una specie prenda il sopravvento sulle altre crescendo a dismisura. Tra le specie che colonizzano la cute umana vi sono infatti anche patogeni, come ad esempio: Candida Albicans e Staphylococcus Aureus. Se queste specie crescessero più delle altre, potrebbero causare problemi cutanei di diversa natura. L’equilibrio tra i microrganismi che costituiscono il microbiota impedisce quindi che le specie pericolose possano crescere troppo, causando vere e proprie patologie.


I microrganismi producono anche una serie di sostanze che servono ad uccidere i microbi di diversa specie. Anche questa strategia contribuisce a mantenere l’equilibrio della flora, limitando sensibilmente la crescita di opportunisti pericolosi.


Il microbiota cutaneo ha inoltre la funzione di stimolare il sistema immunitario del soggetto che lo ospita. Anche i batteri non patogeni, infatti, sono riconosciuti come entità estranee all’uomo. Dunque, il sistema immunitario mette in atto una serie di risposte che risultano efficaci nella prevenzione di attacchi da parte di specie pericolose e potenzialmente patogene.


La funzione protettiva e di difesa esercitata dal microbiota cutaneo nei confronti della pelle è così importante che alcuni studiosi si riferiscono al microbiota come ad una barriera microbiologica, che impedisce la penetrazione di sostanze e microorganismi pericolosi.


Abitudini di vita scorrette come il fumo di sigaretta, l’inquinamento atmosferico, un’eccessiva igiene o l’abuso di sostanze disinfettanti possono mettere a dura prova il nostro microbiota. In questi casi l’equilibrio tra le varie specie è a rischio, con la possibilità che qualche patogeno possa approfittare della situazione per riprodursi molto velocemente creando problemi. Inoltre, potrebbe venire a mancare un’omogenea distribuzione della flora sulla cute. Quest’ultima, parzialmente priva dalla barriera microbica, è facilmente penetrabile da allergeni, molecole irritanti e altre sostanze pericolose.


Le manifestazioni cutanee più frequentemente legate a disequilibrio del microbiota sono dunque associate ad alterazioni della capacità della pelle di fare da barriera nei confronti delle aggressioni esterne. Gran parte dei soggetti nei quali il microbiota è in disequilibrio lamenta pizzicore, rossore, prurito, secchezza e discomfort cutaneo. La pelle risulta pertanto estremamente sensibile.


Per trattare queste problematiche, sono molto utili i cosmetici che mirano a rafforzare il microbiota.


Tra gli attivi più gettonati ci sono i prebiotici, ovvero sostanze che costituiscono nutrimento selettivo per le specie microbiche benefiche. Queste sostanze, dunque, promuovono la crescita della flora “buona” mentre non possono essere utilizzate dai patogeni, i quali non traggono alcun beneficio da esse. Generalmente i prebiotici sono derivati dello zucchero e possiamo trovarli nella lista degli ingredienti come: Saccharide isomerate, Alpha-glucan oligosaccharide e così via.


Di assoluto interesse, oltre all’impiego di prebiotici, è l’utilizzo di probiotici. Questi ultimi sono costituiti da batteri non patogeni, inattivati. Chiaramente questi microrganismi non sono vivi, altrimenti ne risentirebbe la sicurezza del prodotto cosmetico stesso. Una volta applicati sulla pelle, questi microrganismi pur essendo inattivati, stimolano la risposta del sistema immunitario, il quale è maggiormente pronto a rispondere agli attacchi dei patogeni veri e propri. Nella lista degli ingredienti cosmetici, i probiotici sono riportati come: Lactobacillus o Lactobacillus Ferment.


I principi attivi non sono gli unici componenti di un prodotto cosmetico. Il veicolo, ovvero la base costituita da acqua, olio, polimeri e così via, dev’essere pensata e selezionata in modo che rispetti la flora residente sulla cute senza comprometterla. Inoltre, al fine di limitare la reattività della pelle, molte formulazioni sono prive di profumo.