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Estate in sicurezza


... oltre il Covid


Arriva l’estate che porta con sé la voglia di abbronzatura perché con le sfumature che il sole dona ci si sente più belli. I raggi del sole portano benefici anche al corpo in generale, stimolando per esempio in primis la vitamina D, elemento indispensabile per lo sviluppo e la forza delle ossa; migliorando alcuni disturbi dermatologici come l’acne, la dermatite seborroica, la psoriasi e, infine, alleviando i dolori reumatici.


Senza dimenticare che i raggi solari influiscono positivamente anche sull’umore aumentando i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione del sonno, della sessualità e dell’appetito, oltre che del nostro stato d’animo.


La pelle è, però, l’organo più esteso e la sua funzione barriera è vitale per proteggere il corpo dalle aggressioni esterne; ecco perché se anche il sole fa bene, occorre esporsi con attenzione. Senza un’adeguata protezione i raggi solari possono provocare danni all’epidermide, dalla formazione di eritemi, alle allergie, all’invecchiamento precoce, fino a veri e propri disturbi cutanei più seri come il tumore. Il primo passo importante è quindi quello di proteggere la pelle con il solare, come raccomandano tutti i dermatologi.


I raggi solari non sono tutti uguali e provocano differenti effetti sulla pelle. L’intensità delle radiazioni solari varia durante la giornata. Sono due le fasce orarie ideali per esporsi al sole, stimolando la pelle ad abbronzarsi: le prime ore del mattino fino alle ore 11.00 e il tardo pomeriggio dopo le ore 17.00. Meglio evitare dalle 12.00 alle 15.00 quando il sole è molto forte


AIUTA LA PELLE AD ESSERE AMICA DEL SOLE


Per aiutare la pelle ad abituarsi al sole è consigliabile anche l’assunzione di integratori a base di vitamine, carotenoidi ed estratti vegetali che non sostituiscono il solare, ma rinforzano le difese cutanee nei confronti del fotoinvecchiamento, preservando la cute da eritemi, macchie scure, rughe. Contemporaneamente preparano la pelle a una pigmentazione omogenea, intensa e prolungata nel tempo.

Va ricordato che vanno assunti sempre un mese prima delle vacanze e per tutta la durata dell’esposizione.


RAGGI ULTRAVIOLETTI


I raggi ultravioletti possono rappresentare un rischio per l’epidermide e si dividono in:

  • UVA - Sono la componente più numerosa della radiazione solare e stimolano la melanogenesi il meccanismo naturale che la cute mette in atto, determinando la formazione dei pigmenti della melanina, più comunemente denominata come abbronzatura. Questi raggi penetrano in profondità la cute e possono danneggiare le strutture di sostegno (collagene ed elastina), provocando l’invecchiamento cutaneo e accentuando le rughe.

  • UVB - Penetrano la cute solo parzialmente, ma sono i principali responsabili di eritemi e scottature. Come effetto a lungo termine possono causare tumori cutanei.

  • UVC - Sono molto aggressivi ma non raggiungono la terra perché trattenuti dalla fascia di ozono dell’atmosfera.



I SOLARI FANNO ABBRONZARE!


Sfatiamo il mito che i solari non facciano abbronzare! Usando solari con protezione media o alta ci si abbronza ugualmente, ma in modo più “dolce” e senza causare stress alla pelle: più graduale è l’approccio con il sole, più intensa, sicura e duratura sarà l’abbronzatura!

La capacità di abbronzatura dipende, infatti, dalla quantità di melanina – pigmento che dà all’epidermide il caratteristico colore scuro – che ciascuno è in grado di produrre.


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