S.O.S. Sole

Manca pochissimo ormai al famoso “primo bagno” e tra i tanti complessi che noi donne ci facciamo prima della prova bikini, come la cellulite e le smagliature, c’è il problema di preparare la nostra pelle all’abbronzatura. Esistono vari modi per favorire la produzione di melanina nel nostro organismo e una cosa è certa: le lampade artificiali, a questo proposito, servono a ben poco! Ciò che invece dobbiamo fare per far si che la nostra pelle sia pronta ad essere baciata dal sole è aumentare la presenza di certi componenti fondamentali sia dall’interno che dall’esterno.

 

Dall’interno, assumendo cibi come carote, cicoria, bietola, ma anche frutti come le albicocche, le ciliegie, il melone, piuttosto che ortaggi come peperoni e pomodori. Dall’esterno, idratando e rigenerando la nostra pelle, con creme emollienti e soprattutto con scrub esfolianti che eliminano le impurità. Fatto questo saremo pronte ad abbronzarci e dire arrivederci al pallore invernale.

Chi ha la pelle molto chiara e delicata, può associare, durante e prima dell’esposizione al sole, l’assunzione di integratori che aiutano e stimolano le difese naturali, grazie alla presenza di antiossidanti. Tra i componenti principali di questi integratori troviamo:

 

Carota e Betacarotene

La carota, Dacus carota L., è un ortaggio eccezionale che possiede molteplici proprietà sfruttate sia in campo alimentare che cosmetico. Appartiene alla famiglia delle Umbrelliferae ed è coltivata in tutte le regioni temperate della terra. La parte che si utilizza è la radice che si presenta a cono rovesciato di colore arancio. Il colore la dice lunga sul contenuto di betacarotene (Vit. A), ma è ricca anche di vit. B, C, PP, E, sali minerali e amidi.

Il betacarotene ed i carotenoidi in genere sono pigmenti prodotti dalle piante come protezione nei confronti dei radicali liberi che si formano, nella pianta stessa, durante la fotosintesi clorofilliana. Per ora ne sono stati identificati circa 500 ma i più interessanti e più noti sono il carotene ed il licopene,di cui parleremo più tardi. E’ stato dimostrato scientificamente che l’assunzione quotidiana di antiossidanti protegge l’organismo dall’azione dei radicali liberi che si formano in situazioni di stress, durante l’esposizione solare o quando si riducono le difese naturali.

Nel caso dell’esposizione al sole, mentre pensate alla vostra abbronzatura, i raggi solari, anche se schermati da creme specifiche con adeguato filtro, possono indurre la produzione di radicali liberi che si manifestano con un invecchiamento della pelle, la quale si inaridisce e perde turgore ed elasticità. 

Viene consigliato l’uso di integratori a base di betacarotene poiché la quantità quotidiana di carote da consumare per ottenere la stessa concentrazione sarebbe molto elevata.

Nonostante questo, il consumo di carote fresche è importante anche perché la carota è un ottimo gastro-protettore, facilita la secrezione del latte nelle puerpere, tonifica fegato e reni, regola il colesterolo, facilita la diuresi.

 

Licopene

Il licopene è il principale carotenoide presente nel Lycopersicum esculentum, o pomodoro, e la sua quantità dipende dalla varietà di pomodoro e dal grado di maturazione. E’ presente anche in altri frutti, quali l’anguria, le albicocche, il pompelmo rosa, la papaia e l’uva.

Cibi che contengono grandi quantità di licopene sono i minestroni, la salsa per gli spaghetti, il ketchup e, cosa non di poco conto, la cottura non riduce la quantità di questo elemento ma lo rende maggiormente biodisponibile. Studi scientifici recenti hanno evidenziato che il licopene si è dimostrato, tra i carotenoidi, il più efficace antagonista dell’ossigeno singoletto, uno dei radicali liberi più aggressivi. Per questo anche il licopene rientra tra gli antiossidanti presenti nella composizione di integratori da assumere prima dell’esposizione al sole, per contrastare gli effetti dannosi del sole sull’organismo umano. Sembra che l’azione dei radicali liberi arrivi fino all’alterazione della struttura del DNA delle cellule, alla alterazione delle proteine e delle attività enzimatiche e al danneggiamento delle membrane cellulari. Il sole però fa anche tanto bene perché aiuta a fissare il calcio nelle ossa e cura tante patologie di tipo psicologico quale ad es. la SAD o Seasonal Affective Disorder. L’assunzione di antiossidanti almeno un mese prima dell’esposizione ai raggi del sole aiuta a non scottarsi ed a proteggersi dai danni a lungo termine che il sole può causare. Ma attenzione !!! L’uso di questi integratori non deve indurre a non usare creme solari poiché sono anch’esse indispensabili per evitare scottature assai dannose oltreché fastidiose. 

In più per chi soffre di dermatiti da sole l’uso di questi integratori determina, nella maggior parte dei casi, una notevole riduzione nelle manifestazioni e la possibilità di prendere anche un po’ di tintarella.

 

Oltre all’uso di integratori e di un’alimentazione corretta ai fini di preparare la pelle al sole, è importante anche proteggersi utilizzando creme solari durante l’esposizione per evitare i danni causati dai raggi UV.

La protezione con un buon filtro solare per i raggi UVA e i raggi UVB è fondamentale: nei primi 4-5 giorni di esposizione è opportuno utilizzare filtri o schermi solari, preferendo quelli contenenti schermi fisici (polveri di ossido di zinco, biossido di titanio) nel caso di pelli delicate e fragili e nei bambini molto piccoli. La scelta si deve basare sul fattore protettivo, che esprime la potenzialità filtrante della crema e quindi la sua capacità di difendere la pelle dai raggi UV. Se la pelle è sensibile ci vuole una crema ad alta protezione o con un fattore a partire da 20 in su. Un altro importante requisito delle creme solari è la capacità di ridurre i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della trasformazione neoplastica. Per tale ragione, nel filtro, viene aggiunta la superossidodismutasi (SOD), enzima che trasforma i radicali in acqua, oppure le vitamine E e C e i betacarotenoidi, che hanno la proprietà di contrastare i radicali liberi prodotti dai raggi UV.

 

Delle radiazioni elettromagnetiche provenienti dal sole quelle che più ci interessano sono:

 

RAGGI UVC: in normali condizioni, non giungono sulla terra in quanto assorbiti dallo scudo di ozono che avvolge la Terra. Il loro eventuale contatto con la nostra pelle sarebbe deleterio a causa del loro alto potenziale energetico. Ciò può avvenire solo in alcune zone del pianeta in particolari periodi nei quali si verifica una rarefazione dello strato d’ozono (buco d’ozono)

 

RAGGI UVB: si fermano nell’epidermide e qui vengono assorbiti provocando in poche ore il rilascio di molecole irritanti che a loro volta provocano l’irritazione (vasodilatazione) dei capillari del derma -> eritema solare. Inoltre stimolano lo strato germinativo basale alla produzione ex-novo di melanina -> pigmentazione duratura (circa 20-25 giorni). Il processo richiede circa 6-7 giorni (stimolazione dello strato germinativo -> produzione di melanina-> migrazione nelle cellule della pelle-> affioramento in superficie delle cellule-> pigmentazione).

Provocano:

1. Eritema solare

2. Disidratazione della pelle

3. Ipercheratosi (ispessimento della pelle)

4. Ipertricosi (crescita di peli)

 

RAGGI UVA: attraversano l’epidermide per arrivare nel derma dove vengono assorbiti. Provocano il fenomeno della pigmentazione diretta (fenomeno di Meyrowsky) con formazione in poche ore di una fugace pigmentazione (maturazione della melanina già’ presente nelle cellule) che pero’ dura pochi giorni (2-3 giorni). La loro funzione nella pigmentazione e’ quella di dare una veloce e leggera protezione della pelle alla stimolazione solare.

Provocano:

1. Collagenosi (alterazione e distruzione delle fibre collageniche-> rughe)

2. Elastosi (alterazione delle fibre di Elastina-> rilassamenti cutanei)

3. Melanosi croniche (macchie della pelle)

4. Cancri della pelle (ripetute esposizioni incolsulte in fenotipi a rischio)

 

RAGGI LUMINOSI: attraversano la cute, che è ad essi permeabile , senza lasciare traccia alcuna.

 

RAGGI IR: calorifici e di basso livello energetico. Provocano solo effetti termici e possono solo causare, insieme agli UVB, il colpo di calore. 

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