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Estate & Covid-19


Dai mezzi pubblici al mare: quali sono le precauzioni che dobbiamo ricordare in città e portare anche in vacanza?


Intervista a Italo F. Angelillo

Presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica - SItI

> sitinazionale.org

Ordinario di Igiene nell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”

di Luisa Castellini



I piedi nudi sulla sabbia, i sandali in città, gli spogliatoi, i mezzi pubblici: quali sono i luoghi e i comportamenti più a rischio?

Non ci sono evidenze scientifiche della presenza del virus nell’acqua di mare: il sale ne impedirebbe la sopravvivenza, e si può camminare sulla sabbia, ma l’importante è il rispetto delle regole relative al mantenimento del distanziamento, in questo modo sarà semplice poter fare il bagno in sicurezza ed evitare ogni pericolo.


Il tempo di sopravvivenza del virus in luoghi aperti non è noto. Teoricamente, se si passa con la suola delle scarpe su una superficie su cui un soggetto infetto ha espulso secrezioni respiratorie è possibile che il virus sia presente sulla suola e possa essere portato in casa. Il rischio è, però, trascurabile in quanto il pavimento non è una superficie che normalmente tocchiamo.


I luoghi più a rischio sono gli ambienti chiusi (indoor) quali, ad esempio, supermercati, uffici, mezzi pubblici, in cui è più frequente il contatto con il pubblico e l’utenza esterna e spesso l’esposizione ad agenti biologici può essere dominante rispetto a quella in ambienti all’aperto (outdoor). Negli uffici e nei luoghi pubblici è necessario mantenere accesi e in buono stato di funzionamento gli impianti di ventilazione meccanica controllata, controllare i parametri microclimatici, eliminare il ricircolo dell’aria, pulire regolarmente i filtri e aprire porte e finestre per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria. La sanificazione degli spogliatoi, insieme all’organizzazione degli spazi, deve essere effettuata frequentemente. Infatti, la sanificazione degli spogliatoi deve essere improntata sul “lasciare nella disponibilità, ad esempio, luoghi per il deposito degli indumenti e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie”.


I comportamenti più a rischio sono il non rispettare le regole del distanziamento fisico, la non costante ed accurata igiene delle mani, il non utilizzare le protezioni delle vie respiratorie (mascherine) nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro.


Quali sono le precauzioni, quindi, che non possiamo dimenticare?

Il messaggio più importante è che le persone con sintomatologia similinfluenzale devono contattare telefonicamente il medico curante evitando di recarsi direttamente presso il suo ambulatorio o in Pronto soccorso. È importante ribadire di attenersi alle precauzioni generali per la prevenzione delle infezioni, quali il lavaggio frequente delle mani, nei contatti sociali mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro e utilizzare le protezioni delle vie respiratorie (mascherine). È importante, inoltre, coprire la bocca ed il naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzando un fazzoletto, evitando così il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie e non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.


Quali sono le attenzioni essenziali per bar e locali?

Non ci sono evidenze scientifiche che SARS-CoV-2 possa essere trasmesso attraverso la via fecale-orale o attraverso il consumo di alimenti contaminati, è necessario tuttavia adottare misure atte a ridurre il rischio di infezione per la presenza di soggetti potenzialmente infetti in ambienti destinati alla somministrazione degli alimenti. Tali misure devono prevedere l’adozione di procedure idonee a prevenire la contaminazione dei cibi e delle superfici con cui questi vengono a contatto. Gli addetti alla preparazione e somministrazione di cibi devono indossare mascherine chirurgiche e guanti, lavare le mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi o frizionarle con una soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi, assicurare le procedure di detersione e disinfezione delle superfici (piani di lavoro, contenitori, stoviglie) che possono essere state interessate direttamente o indirettamente da droplet emesse da individui infetti, sintomatici e asintomatici e, infine, rispettare la distanza interpersonale. Il personale alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica prevedendo altresì barriere di separazione (es. separatore in plexiglas). È importante, ancora, garantire la presenza di sapone e di asciugamani in carta a perdere nei servizi igienici, disciplinare l’accesso e i tavoli devono essere disposti garantendo il distanziamento fisico tra le persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare di almeno un metro che può essere minore se vengono installati dispositivi di separazione adeguati per prevenire il contagio tramite le goccioline veicolo dell’infezione. Un altro strumento utile per la tutela dei lavoratori e degli utenti esterni è la diffusione interna di informazioni e raccomandazioni per sensibilizzare al rispetto delle corrette indicazioni per l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie.


La vaccinazione antinfluenzale sarà raccomandata a tutti?

Le vaccinazioni contro le malattie che hanno particolare impatto sulla popolazione anziana e sui soggetti affetti da malattie croniche (cardiopatie, bronchite cronica, cancro, diabete, etc.), come influenza e pneumococco, sono di straordinaria importanza in un possibile scenario di ritorno dei contagi da COVID-19 nella prossima stagione invernale. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata perché ha il duplice vantaggio di facilitare la distinzione con il COVID-19 e di proteggere i soggetti a rischio dallo sviluppo di forme gravi di influenza. È importante ed auspicabile, quindi, anticipare a settembre la campagna attiva e gratuita per la vaccinazione contro l’influenza stagionale ed ampliare la raccomandazione a tutti i bambini da 0 a 6 anni, non solo quelli con particolari condizioni di salute, negli adulti, a partire dai 50 anni ed agli operatori sanitari, senza trascurare coloro che prestano servizio nelle RSA. In questo modo meno persone si ammaleranno e avranno complicanze, con una minore pressione sulle strutture sanitarie che potranno concentrarsi su eventuali casi di COVID-19.


Quali sono i possibili scenari per l’autunno?

Una risposta precisa e scientifica in questo momento non può esserci. L’autunno è la stagione in cui le infezioni delle alte vie respiratorie si diffondono con un maggior numero di casi ed un possibile scenario è che per una patologia come quella legata al Sars-Cov-2 sia possibile un aumento della probabilità di trasmissione principalmente per la variazione delle condizioni climatiche e per la maggiore permanenza in ambienti chiusi.

• Al mare •


Accesso su prenotazione, anche online, ingressi per fasce orarie, controllo della temperatura per personale e ospiti, elenco delle presenze conservato per 14 giorni in caso sia necessario essere rintracciati a seguito di contagi. Sono alcune delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per l’estate 2020. I cardini sono sempre tre: evitare assembramenti, favorire il distanziamento di 1 metro (anche in acqua) e garantire l’igiene. Da qui il monito alla pulizia giornaliera di aree, superfici, sedie, sdraio, lettini, natanti, il divieto all’uso promiscuo delle attrezzature da spiaggia, la presenza di disinfettanti per le mani per ospiti e personale, che deve avere adeguati DPI. No a balli, feste e buffet a meno che non si tratti di eventi, ad esempio musicali, con possibilità di sedersi a debita distanza. E le spiagge libere? Spetta a sindaci ed enti locali mettere in atto le migliori misure possibili per ridurre i rischi e definire le attività di vigilanza. Il tutto vale anche per i genitori, responsabili del distanziamento dei propri bambini con gli altri. Quando non è possibile mascherina per tutti.

Fonte: rivista Pharma Magazine Luglio 2020

Foto © Depositphotos.com

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